Alberto Tetta

Istanbul based Journalist, Analyst and Storyteller

(Alberto Tetta - Askanews) Galvanizzato dalla vittoria elettorale di Alexis Tsipras, il Partito democratico dei popoli (Hdp) spera che l’effetto Syriza arrivi anche in Turchia. “L’Hdp ha iniziato il suo cammino verso il governo proprio come Syriza” ha dichiarato il co-segretario del partito Selahattin Demirtas, in un’intervista pubblicata dal quotidiano curdo Ozgur Gundem. La coalizione tra autonomisti curdi e sinistra radicale, mira a superare l’alta soglia di sbarramento elettorale, fissata in Turchia al 10%, e si candida a diventare il principale movimento d’opposizione al Partito della giustizia e dello sviluppo (Akp) del presidente Recep Tayyip Erdogan dopo le elezioni del 7 giugno.

 

Il successo della sinistra greca non è passata inosservata in Turchia. I principali quotidiani hanno messo in prima pagina la vittoria di Syriza. “Al potere il ragazzo ribelle” titola il quotidiano Hurriyet, “Sinistra radicale al governo” scrive Milliyet e per Cumhurriyet, giornale del principale partito d’opposizione in Grecia: “la speranza ha scritto la storia”. “Intendiamo lavorare con la Grecia per riddure i conflitti e riprendere le trattative su Cipro e Syriza condivide quest’opinione” ha dichiarato, dal canto suo, oggi il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu, in una conferenza stampa con l’omologo ungherese Peter Szijjarto.

 

Il primo a congratularsi con il neo-premier Tsipras, però, è stato il segretario dell’Hdp Demirtas con un messaggio su twitter ieri notte, in turco e in greco. Il partito è nato nel 2012 dall’accordo tra il pro-curdo Partito della democrazia e della pace (Bdp), vicino ai guerriglieri autonomisti del Pkk, molti piccoli partiti della sinistra radicale turca e gruppi femministi, ecologisti e Lgbt, oltre che diverse organizzazioni delle minoranze etnico-religiose turche come armeni e aleviti.

 

Il giovane partito che si è presentato solo nelle zone non a maggioranza curda per lasciare spazio agli alleati del Bdp, ha raccolto meno del 2% dei consensi alle amministrative del marzo 2014, per balzare al 9,7% alle presidenziali del 10 agosto e ora punta a superare il 10% alle politiche del 7 giugno e ora spera di ripetere l’exploit di Syriza.

 

“Non possiamo chiaramente dire che la situazione in Turchia, Spagna e Grecia è sovrapponibile, ma hanno in comune con la Turchia una situazione di forte stallo – spiega Demirtas su Ozgur Gundem – Una seria crisi economica pesa sulle istanze di maggiore democrazia e libertà.

In Spagna e in Grecia la gente ha perso fiducia per i partiti politici che si ispirano al sistema neoliberista. (Syriza e Podemos) hanno capito che era necessario marciare uniti (ad altre forze) per arrivare al governo. In questo sono simili all’Hdp che è riuscito a mettere insieme molti gruppi che lottano, senza dimenticare il suo passato.”

La sinistra curda in passato, aveva presentato candidati indipendenti per aggirare l’alta soglia di sbarramento elettorale turca, ma questa volta ha annunciato che si presenterà alle elezioni come partito, correndo anche il rischio di rimanere fuori dal parlamento. Una paura che potrebbe spingere la parte dell’elettorato curdo più conservatore che ha votato Erdogan alle presidenziali a sostenere l’Hdp perché le istanze della comunità non rimangano fuori dal parlamento. Per superare la soglia di sbarramento, l’Hdp spera di raccogliere anche i voti dei turchi liberali e di sinistra, scesi in piazza nell’estate del 2013 in tutto il Paese, contro la demolizione del parco Gezi, e delusi dalla debole opposizione del Chp, il movimento creato dal fondatore della Repubblica di Turchia Mustafa Kemal Ataturk negli anni ’20, da sempre punto di riferimento della élite turca.

 

Se riuscirà a ottenere il 10% dei consensi, i pro-curdi potrebbero conquistare decine di parlamentare nel’sud-est a maggioranza curda scompigliando i piani di Erdogan. L’Akp vuole cambiare la costituzione per dare maggiori poteri al capo dello Stato, ma non dispone dei 330 parlamentari necessari a riformare la costituzione in senso presidenzialista e mira, quindi, ad allargare il suo gruppo parlamentare vincendo con oltre il 55% dei voti le politiche del 7 giugno per poi cambiare la Carta.

 

Secondo gli analisti turchi con tutta probabilità l’Akp si confermerà di nuovo come primo partito, ma se l’Hdp supererà la soglia di sbarramento, potrebbe conquistare decine di parlamentare nel sud-est a maggioranza curda a scapito dell’Akp che non riuscirebbe così ad eleggere i 330 deputati necessari a fare approvare la riforma presidenzialista.

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