Alberto Tetta

Istanbul based Journalist, Analyst and Storyteller

Il BILANCIO A CALDO DEL PRIDE LGBTI+ DI ISTANBUL DI OGGI POMERIGGIO:

IL MOVIMENTO LGBTI IN TURCHIA HA DATO UN'ALTRA IMPORTANTE LEZIONE DI CORAGGIO E DETERMINAZIONE RESISTENDO AGLI ATTACCHI DELLA POLIZIA CHE HA CERCATO DI IMPEDIRE IN TUTTI I MODI IL PRIDE PER IL SECONDO ANNO CONSECUTIVO

Per mesi il coordinamento che ha organizzato in modo aperto e orizzontale la Istanbul LGBT Onur Haftası / Istanbul LGBT Pride Week, ha cercato di fare pressione sulle autorità turche perché autorizzassero la marcia per 14° Pride Lgbti a Istanbul, ma il prefetto di Istanbul ha proibito la marcia e annunciato che qualsiasi tentativo di manifestare sarebbe stato represso. I motivi? “Rischi per la sicurezza” e che la marcia si sarebbe tenuta durante il mese musulmano del Ramadan.

Il movimento Lgbti ha deciso allora di cancellare il corteo annunciando però che avrebbe resistito ai divieti “sparpagliandosi” e “disperdendosi” per tutto il centro di Istanbul. Così è stato. Migliaia di agenti hanno occupato e bloccato tutte le vie d'accesso al centro transennando Piazza Taksim, la più importante di Istanbul. Comunque in decine di mini presidi con grandi bandiere arcobaleno, srotolate da importanti palazzi del centro si è manifestato l'orgoglio Lgbti e letto il comunicato del comitato organizzatore.

La polizia ha attaccato violentemente questi presidi sparando lacrimogeni e proiettili di gomma. Sono stati 25 gli arresti di persone inermi tra cui due parlamentari internazionali arrivati in Turchia per dare solidarietà al Pride. Molti quelli “preventivi” ai danni di membri del comitato organizzatore del Pride. Ad ora alcuni di loro sono stati liberati. La maggior rimangono in stato di fermo nelle caserme. Intanto a Mis sokak, una strada del centro la polizia ha di nuovo attaccato i partecipanti al pride che festeggiavano con canti e bandiere arcobaleno e tra poco si terrà il party conclusivo.

Un dettaglio personale. Durante il controllo dei documenti a cui sono stati sottoposti tutti coloro che entravano nella “zona rossa” dove si sarebbe dovuto tenere il Pride sono stato minacciato dalla polizia dopo che gli ho mostrato il tesserino stampa: “Vedi di non scrivere notizie contro la Turchia se no ti sparo” mi ha gentilmente consigliato l'agente. Non che la cosa mi abbia impressionato più di tanto, chi fa il giornalista in Turchia subisce questo trattamento quasi quotidianamente. Quanto successo comunque rende l'idea di quanto sia limitata la libertà di stampa nel Paese. Grazie comunque a Cristoforo Spinella dell'Ansa e a quelli che l'hanno ripresa come Il Fatto Quotidiano

#dağılıyoruzayol #IstanbulPride #Orgutleniyoruz

Il link al post originale su twitter qui: https://www.facebook.com/alberto.tetta/posts/10154295987989108

Leave a Reply
Read more...